METABOLIC
SYNDROME, LOW-DENSITY LIPOPROTEIN CHOLESTEROL, AND RISK OF CARDIOVASCULAR
DISEASE: A POPULATION-BASED STUDY
Jeppesen J, Hansen TW, Rasmussen S, et al.
Atherosclerosis 2006; 189:369-74
È
stato esaminato il contributo relativo della sindrome metabolica (SM)
al rischio CV, confrontato con quello del colesterolo LDL.
RIASSUNTO
È stato condotto uno studio basato sulla popolazione, con 2493
uomini e donne di età compresa tra 41 e 72 anni, senza le maggiori
patologie CV al basale.
La sindrome metabolica è stata definita secondo i criteri del National
Cholesterol Education Program.
La popolazione in studio è stata suddivisa in quattro gruppi, sulla
base della presenza (prevalenza: 15%) o assenza (85%) di SM e della presenza
(15%) o assenza (85%) di elevato colesterolo LDL, definito come livelli
<=5,02 mmol/L o >5,02 mmol/L.
Dopo 9,5 anni, 233 hanno sviluppato un end point cardiovascolare (morte
CV, patologia ischemica cardiaca, ictus). Nei modelli proporzionali di
rischio, correggendo per età, sesso e abitudine al fumo, e tenendo
come riferimento soggetti senza SM e con colesterolo LDL<=5,02 mmol/L,
il rischio relativo di un end point era 1,49 (IC 95% 1,04-2,13) nei partecipanti
senza SM e con colesterolo LDL >5,02 mmol/L (12%), 1,80 (1,26-2,57)
in soggetti con SM e colesterolo LDL <=5,02 mmol/L (12%) e 3,21 (1,99-5,17)
in partecipanti con SM e colesterolo LDL >5,02 mmol/L (3%). Nella popolazione
generale, la sindrome metabolica era associata ad un rischio CV paragonabile
a quello connesso ad elevati livelli di colesterolo LDL.
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