CARDIOPATIA CORRELATA AD UNA VARIAZIONE DEL GENE CHE CODIFICA
PER IL RECETTORE ALFA DEGLI ESTROGENI

ASSOCIATION BETWEEN ESTROGEN RECEPTOR [ALPHA] GENE VARIATION AND CARDIOVASCULAR DISEASE
Sherman AM, Cupples A, Demissie A, et al.
JAMA 2003; 290:2263-2270

L'estrogeno e le terapie ormonali correlate attivano i recettori per gli estrogeni che regolano i geni per molti fattori di rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia poco si sa sull'effetto della variazione genetica del recettore alfa per gli estrogeni (ESR1) sul rischio cardiovascolare.
Gli autori di questo lavoro hanno condotto uno studio prospettico che ha coinvolto 1739 soggetti (maschi e femmine) appartenenti alla coorte di Framingham, seguiti dal 1971 al 1998, per cercare di stabilire se il polimorfismo ESR1 c. 454-397>C possa essere associato al rischio di CVD.
Gli end point primari sono rappresentati da (1) eventi CVD aterosclerotici totali (infarto miocardico diagnosticato e non noto, angina pectoris, insufficienza coronarica, claudicatio intermittente, morte per malattia coronarica, ictus aterotrombotico) e (2) eventi cardiovascolari aterosclerotici maggiori (infarto miocardico acuto, insufficienza coronarica, morte per cause cardiache, ictus aterotrombotico ed infarto miocardico acuto diagnosticato). Dai dati dello studio è emerso che il 20% dei partecipanti (n=352) erano omozigoti per l'allele 454-397 C del gene ESR1. Dopo correzione per le covariate (età, sesso, indice di massa corporea, ipertensione diabete mellito, colesterolo totale, colesterolo HDL e fumo), il genotipo CC era associato ad un rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici maggiori due volte superiore a quello dei soggetti con i genotipi CT o TT (odds ratio 2,0; 95% IC 1,3-3,2; p=0,004). Inoltre quelli con il genotipo CC presentavano un rischio triplo di infarto miocardico acuto (odds ratio 3,0; 95% IC 1,7-5,2; p<0,001). È importante sottolineare che questi risultati restano significativi quando le analisi vengono limitate ai soggetti maschi.
Si può quindi affermare che i dati di questo lavoro supportano l'importanza dei recettori per gli estrogeni nella suscettibilità dei maschi verso le malattie cardiovascolari (CVD). Una mutazione del recettore per l'estrogeno è in grado anche di spiegare i recenti dati sugli effetti della terapia ormonale combinata sul rischio di CVD nelle donne.