I LIVELLI PLASMATICI DI LICOPENE SEMBRANO ESSERE INVERSAMENTE CORRELATI AL RISCHIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI



PLASMA LYCOPENE, OTHER CAROTENOIDS, AND RETINOL AND THE RISK OF CARDIOVASCULAR DISEASE IN WOMEN
Sesso H.D, Buring J.E, Norkus E.P, Gaziano JM
Am J of Clin Nutr 2004; 79:47-53


RIASSUNTO
CONTESTO Sempre maggiori evidenze suggeriscono che il licopene ha un potenziale antiossidante significativo in vitro. Il licopene è stato raramente valutato in studi prospettici per il suo ruolo nella prevenzione di eventi cardiovascolari (CVD).
OBIETTIVO In questo lavoro gli autori hanno stimato l'associazione tra licopene plasmatico e rischio di CVD nelle donne di età media-avanzata.
DISEGNO Studio prospettico, caso-controllo, innestato sulla coorte di 39.876 donne, senza CVD e cancro al basale, incluse nel Women's Health Study (WHS). All'arruolamento sono stati raccolti campioni di sangue da 28.345 (71%) donne. Durante un periodo medio di follow-up di 4,8 anni sono stati identificati 483 casi di CVD e 483 controlli appaiati ai casi per età, stato di fumo e tempo di follow-up.
RISULTATI All'analisi statistica, bilanciata per età e fumo, dopo aggiustamento per i livelli di colesterolo plasmatico, i rischi relativi (RRs) e gli intervalli di confidenza al 95% (IC 95%) di CVD nei quartili crescenti dei livelli di licopene plasmatico erano 1,00 (riferimento), 0,78 (95% IC 0,55-1,11), 0,56 (0,39-0,82) e 0,62 (0,43-0,90). All'analisi multivariata gli RRs erano 1,00 (riferimento), 0,94 (0,60-1,49), 0,62 (0,39-1,00), e 0,67 (0,41-1,11); quelli nel quartile più alto raffrontati con il più basso mostravano un RR di 0,66 (0,47-0,95). Nel caso di CVD, fatta eccezione per l'angina, le donne nei tre quartili più alti avevano una significativa riduzione del 50% del rischio multivariato, rispetto a quelle presenti nel quartile più basso. L'aggiunta stepwise dei livelli plasmatici individuali di carotenoidi non ha modificato gli RRs.
CONCLUSIONI Concentrazioni plasmatiche più elevate di licopene sono associate, nelle donne, ad un rischio più basso di CVD. Questi risultati necessitano di riconferme in altre coorti e devono essere meglio compresi i determinanti delle concentrazioni plasmatiche di licopene.

COMMENTO
Numerose evidenze suggeriscono che il licopene, un carotenoide privo di attività di provitamina A e presente in elevate concentrazioni in un ridotto numero di alimenti (pomodoro, melone, pompelmo rosa, papaia e albicocca), presenta un potenziale antiossidante significativo in vitro che ne suggerisce un ruolo nella prevenzione degli eventi cardiovascolari (CVD). Più dell'80% dell'apporto di licopene nella dieta americana deriva dal consumo di prodotti a base di pomodoro, inclusi ketchup, succo e salsa di pomodoro. Il licopene può avere un effetto inibitorio sulla sintesi del colesterolo con conseguente aumento della degradazione delle LDL. Alcuni, ma non tutti gli studi di intervento che hanno coinvolto alimenti contenenti licopene o l'integrazione di licopene nella dieta hanno mostrato potenziali aumenti, a breve termine, nell'ossidazione degradativa delle LDL. Inoltre, non è noto se questi apparenti benefici siano a lungo termine. I pochi dati a disposizione suggeriscono un'associazione inversa tra licopene e CVD. Rimane irrisolta la questione se tutti i carotenoidi siano associati ad una riduzione del rischio di CVD.
In questo lavoro i ricercatori hanno valutato i livelli basali di licopene plasmatico, di altri carotenoidi e di retinolo in donne di età media-avanzata, incluse nello studio WHS (Women's Health Study), per stimare una possibile correlazione con il rischio di CVD nelle donne.
Nell'ambito della coorte di questo studio sono stati individuati 483 casi di CVD (33 decessi per CVD, 109 infarti del miocardio non fatali, 112 ictus non fatali di cui 86 ischemici e 24 emorragici, 85 rivascolarizzazioni e 144 angine pectoris) e 483 controlli. Ogni caso di CVD è stato appaiato con un soggetto controllo in base all'età (+1 anno), fumo (non fumatori, ex-fumatori, fumatori) e durata del follow up (+6 mesi). Dal confronto degli stili di vita e dei fattori di rischio clinici e alimentari tra soggetti con CVD ed i controlli è emerso che le donne che hanno sviluppato CVD tendevano ad avere un peso corporeo maggiore, concentrazioni più alte di colesterolo totale e storia precedente di ipertensione, diabete mellito e ipercolesterolemia, rispetto ai controlli. I fattori di rischio come età e fumo erano ben distribuiti tra i casi ed i controlli, mentre sono state osservate tra questi due gruppi piccole differenze nei fattori di rischio legati all'alimentazione.
Il livello plasmatico medio di licopene era 16,2+7,6 µg/dL nelle donne con CVD e 16,9+8,2 µg/dL nel caso dei controlli. Il rischio di CVD totali sembrava diminuire con l'aumentare delle concentrazioni plasmatiche di licopene; eccezion fatta per i casi di angina, la riduzione del rischio è stata del 52%, passando dal quartile più basso a quello più alto di licopene plasmatico.
Poco si sa degli specifici meccanismi biologici responsabili della riduzione di eventi CVD correlata ai livelli di licopene. Esso rappresenta uno dei più potenti neutralizzanti dell'ossigeno singoletto e ciò suggerisce che potrebbe avere delle proprietà antiossidanti confrontabilmente maggiori rispetto ad altri importanti carotenoidi ematici. Licopene può anche contribuire alla regolazione del metabolismo del colesterolo nelle culture cellule. Dei carotenoidi, soltanto licopene modula l'espressione delle molecole di adesione nelle cellule in coltura dell'endotelio aortico, suggerendone un ruolo attenuante nell'aterogenesi.
In conclusione, livelli plasmatici più alti di licopene possono essere associati ad un rischio più basso di CVD tra le donne di età media-avanzata. In alternativa, licopene plasmatico potrebbe essere semplicemente un marker per un altro componente dietetico o nutrizionale presente nel cibo insieme ad esso. Rimane da chiarire se l'associazione inversa tra licopene plasmatico e rischio di CVD abbia uno stretto andamento lineare dose-risposta o se sia a forma di L, come osservato in questo lavoro.