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APHARMACOGENETIC
ASSOCIATION OF THE NPPA T2238C GENETIC VARIANT WITH CARDIOVASCULAR DISEASE
OUTCOMES IN PATIENTS WITH HYPERTENSION
Lynch AI, Boerwinkle E, Davis BR, et al.
JAMA 2008; 299:296-307
Un
sottostudio genetico dell'ALLHAT ha mostrato come i soggetti con una particolare
variante del gene per il precursore del polipeptide natriuretico di tipo
A (NPPA) rispondano meglio ad un tipo di terapia antipertensiva che alle
altre.
RIASSUNTO
CONTESTO Il gene per NPPA (natriuretic peptide precursor type
A) è un candidato interessante per studi di farmacogenetica.
Localizzato sul cromosoma 1p34, NPPA codifica per il pro-peptide da cui
deriva il polipeptide natriuretico atriale (ANP). Questo polipeptide controlla
il volume dei fluidi extracellulari e l'omeostasi delgi elettroliti, agendo
come un diuretico. Studi sugli animali hanno dimostrato che livelli di
ANP ridotti geneticamente possono portare ad una ipertensione sale-dipendente,
mentre livelli geneticamente aumentati ad ipotensione. Altri studi hanno
inoltre mostrato l'esistenza di una associazione tra ANP (e il gene NAPA)
e le malattie cardiovascolari (CVD), quali ictus, insufficienza cardiaca,
ipertrofia ventricolare, malattie coronariche (CHD) e ipertensione, così
come i fattori di rischio CVD, quali insulino-sensibilità e resistenza.
I portatori dell'allele meno frequente hanno esisti meno favorevoli nel
caso in cui siano osservati effetti genetici
OBIETTIVO Valutare se i partecipanti allo studio ALLHAT con genotipi
NPPA minori (varianti T2238C o G664A) mostravano differenti incidenze
di malattie cardiovascolari o modificazioni pressorie rispetto agli omozigoti
con genotipi comuni, quando trattati con un diuretico o un altro farmaco
antipertensivo.
METODI Un'analisi post-hoc di 38.462 partecipanti con ipertensione
del trial clinico, multicentrico, randomizzato ALLHAT, condotto in USA
e Canada. La genotipizzazione è stata condotta da febbraio 2004
a gennaio 2005. I soggetti erano stati randomizzati al trattamento con
diuretico (clortalidone; n=13.860), calcio-antagonista (amlopidina; n=8174),
ACE-inibitore (lisinopril; n=8233) o alfa-bloccante (doxazosina; n=8195).
L'end point primario era la malattia coronarica (CHD), definita come infarto
miocardico non fatale (follow-up medio 4,9 anni). Gli end point secondari
erano ictus, mortalità per tutte le cause, compositi di outcome
cardiovascolari e modificazioni a 6 mesi della pressione arteriosa sistolica
e diastolica. Le interazioni tra genotipo e trattamento sono state testate
dove i genotipi erano introdotti in un modello additivo (3 categorie)
o dominante (2 categorie: CC_CT vs TT per la variante NPPA T2238C; AA_AG
vs GG per la variante NPPA G664A).
RISULTATI In funzione del genotipo, le incidenze di eventi per
1000 anni-persona erano comprese tra 15,3-19,7 per CHD, 9,6-15,4 per ictus,
e 27,4-30,7 per mortalità per tutte le cause. Per la variante NPPA
T2238C, sono state evidenziate incidenze di eventi più basse nei
portatori dell'allele C che negli individui omozigoti TT, nel confronto
tra clortalidone e amlopidina (CHD: CC=0,86; TC=0,90; TT=1,09; P=0,03
[modello dominante]; ictus: CC=1,18; TC=0,82; TT=1,26; P=0,01 [modelli
additivi e dominanti]; mortalità per tutte le cause: CC=0,87; TC=0,98;
TT=1,12; P=0,05 [modello dominante]), L'end point composito raggiungeva
risultati simili. In modo consistente con questi risultati clinici, le
modificazioni pressorie sistoliche a 6 mesi nei soggetti con il genotipo
CC mostravano riduzioni maggiori con clortalidone (-6,5 mm Hg) che con
amlopidina (-3,8 mm Hg), lisinopril (-2,4 mm Hg), o doxazosin (-3,8 mm
Hg). Tra quei soggetti con genotipo TT, le differenze di pressione sistolica
tra i farmaci erano inferiori (range -5,4 a -7,5 mm Hg; P< da 0,001
a 0,003 fper l'interazione); la pressione diastolica mostrava simili evidenze.
Non sono state riscontrate associazioni farmacogenetiche con la variante
NPPA G664A.
CONCLUSIONI La variante NPPA T2238C era associata con la modificazione
degli effetti dei farmaci antipertensivi sulle malattie CV e sulla pressione
arteriosa. I portatori dell'allele C meno frequente mostrano un profilo
più favorevole nei confronti delle malattie CV se randomizzati
al diuretico, mentre i portatori dell'allele TT hanno esisti più
favorevoli se vengono trattati con i bloccanti dei canali del calcio.
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