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CARDIOVASCULAR
OUTCOMES IN HIGH-RISK HYPERTENSIVE PATIENTS STRATIFIED BY BASELINE GLOMERULAR
FILTRATION RATE
Rahman M, Pressel S, Davis BR, et al for the ALLHAT Collaborative Research
Group.
Ann Intern Med 2006; 144:172-180
RIASSUNTO
CONTESTO Le malattie croniche del rene sono comuni nei pazienti
anziani ipertesi.
OBIETTIVO Confrontare l'incidenza di malattia coronarica (CHD)
e di eventi di malattia renale allo stadio terminale (ESRD); determinare
se la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) è in grado
di predire il rischio di CHD in modo indipendente e riportare l'efficacia
di un trattamento di prima linea con un calcio-antagonista (amlodipina)
o un ACE-inibitore (lisinopril), ciascuno confrontato con un diuretico
(clortalidone), nel modificare gli esiti di malattia coronarica in pazienti
ad alto rischio per ipertensione e stratificati per GFR.
DISEGNO Analisi post hoc di sottogruppo.
SETTING Sperimentazione clinica multicentrica, randomizzata, doppio
cieco, controllata.
PARTECIPANTI Soggetti ipertesi, dai 55 anni in su, con uno o più
fattori di rischio per CHD e stratificati in 3 gruppi per GFR: normale
o aumentata (>=90 mL/min*1,73 m2, n=8126 pazienti),
lieve riduzione (60-89 mL/min*1,73 m2; n=18109 pazienti) e
riduzione moderata-severa (<60 mL/min*1,73 m2; n= 5662 pazienti).
INTERVENTI Assegnazione randomizzata a clortalidone, amlodipina
e lisinopril.
END POINT Incidenze di ESRD, CHD, ictus e CVD combinato (CHD, rivascolarizzazione
coronarica, angina, ictus, insufficienza cardiaca e malattia arteriosa
periferica).
RISULTATI Nei soggetti con una riduzione della GFR moderata-severa
le incidenze a 6 anni erano più alte per CHD rispetto a ESRD (15,4%
vs 6,0% rispettivamente). Una GFR basale <53 mL/min*1,73 m2
(confrontati con >104 mL/min*1,73 m2) era indipendentemente
associata al 32% di aumento del rischio di CHD. Amlodipina era simile
a clortalidone nel ridurre CHD (16,0% vs 15,2% rispettivamente; hazard
ratio [HR] 1,06; IC 95% 0,89-1,27), ictus e CVD combinato, ma meno
efficace nel prevenire l'insufficienza cardiaca. Lisinopril era simile
a clortalidone nel prevenire CHD (15,1% vs 15,2% rispettivamente; HR 1,00;
0,84- 1,20), ma meno efficace nel ridurre ictus, insufficienza cardiaca
ed eventi CVD combinati.
LIMITAZIONI I dati sulla proteinuria non erano disponibili e non
sono state valutate le terapie combinate.
CONCLUSIONI I pazienti ad alto rischio, più anziani, ipertesi
e con una GFR ridotta sono molto più inclini a sviluppare CHD rispetto
a ESRD. Una GFR bassa predice in modo indipendente un aumentato rischio
di CHD. Né
amlodipina né lisinopril sono superiori a clortalidone nel prevenire
CHD, ictus o eventi CVD combinati e clortalidone è superiore ad
entrambi nel prevenire l'insufficienza cardiaca, indipendentemente dalla
funzionalità renale.
Nell'editoriale
che accompagnava l'articolo, Levey e Uhlig sottolineano che il 17% dei
partecipanti al trial avevano una malattia renale cronica (CKD), cosicchè
l'ALLHAT è il più grande studio di trattamento antipertensivo
in pazienti con questa condizione. Essi cercano di capire perchè
i risultati osservati con l'ACE-inibitore lisinopril nell'ALLHAT differiscano
da quelli rilevati in studi precedenti in cui questi farmaci rallentavano
la progressione di CKD. Alcune differenze stanno ad esempio nel regimi
terapeutici antipertensivi e nelle caratteristiche delle popolazioni in
studio. Essi sollevano la questione se i livelli di proteinuria in queste
due popolazioni potrebbero fornire "la spiegazione mancante".
Questo parametro non è stato misurato nell'ALLHAT, mentre era un
criterio di entrata nella maggior parte degli studi sulla CKD diabetica
così come in alcuni trial sulla CKD non diabetica. Sono quindi
necessari studi futuri che forniscano i valori sia di proteinuria che
di GFR.
Per
i clinici essi raccomandano di valutare tutti i pazienti ipertesi con
CKD e di basare la scelta del farmaco antipertensivo sull'eziologia della
patologia renale e sul livello di proteinuria. Gli individui con CKD dovute
al diabete o i non diabetici con CKD e un rapporto proteine/creatinina
inferiore a 200 mg/g sono probabilmente più simili ai pazienti
degli studi CKD e dovrebbero assumere un ACE-inibitore o un sartano in
combinazione con un diuretico o comunque con un altro farmaco adatto per
raggiungere i target pressori stabiliti dalle linee guida. D'altro canto,
i pazienti senza malattie renali dovute al diabete con un rapporto proteine/creatinina
nelle urine spot inferiore a 200 mg/g potrebbero essere più simili
ai pazienti ALLHAT e dovrebbero essere trattati con un diuretico e con
un altro farmaco se questo è necessario per raggiungere i livelli
di pressione sanguigna ritenuti accettabili.
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