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SAFETY
10/11/2016

INIBITORI DI POMPA PROTONICA E RISCHIO DI INFEZIONI DA CLOSTRIDIUM DIFFICILE IN UNITÀ DI TERAPIA INTESIVA

PROTON PUMP INHIBITORS DO NOT INCREASE RISK FOR CLOSTRIDIUM DIFFICILE INFECTION IN THE INTENSIVE CARE UNIT
Faleck DM, Salmasian H, Furuya EY, et al.

Am J Gastroenterol 2016; 111:1641-1648


In un grande studio di coorte multicentrico retrospettivo su pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva per 3 giorni o più, è stato osservato che i livelli sierici di creatinina al momento del ricovero in terapia intensiva e della somministrazione di antibiotici erano associati all’insorgenza di infezione da Clostridium Difficile, mentre l’assunzione di inibitori di pompa protonica non mostrava associazioni significative in questo setting.

 

RIASSUNTO

OBIETTIVI I pazienti nell’unità di terapia intensiva (intensive care unit, ICU) spesso ricevono gli inibitori di pompa protonica (PPI) e hanno alti tassi di infezione da Clostridium difficile (Clostridium Difficile Infection, CDI). I PPI sono stati associati con CDI nei pazienti ospedalizzati, ma i pazienti ICU differiscono in modo sostanziale da pazienti non-ICU e pochi studi si sono concentrati sull’uso di PPI esclusivamente in ambito di terapia intensiva. È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo per determinare le associazioni tra PPI e l’insorgenza di CDI in terapia intensiva.

METODI Sono stati analizzati i dati di tutti i pazienti ICU adulti presso tre ospedali (14 ICU) tra il 2010 e il 2013. Sono stati esclusi i pazienti con CDI recente o una permanenza in terapia intensiva minore di 3 giorni. Sono state analizzate le cartelle cliniche elettroniche per le esposizioni in terapia intensiva, concentrandosi sulle esposizioni a PPI e altre potenzialmente modificabili che si sono verificate durante il ricovero. L’insorgenza di CDI in terapia intensiva è stata definita come una nuova PCR positiva per il gene della tossina B di C. difficile da uno strumento informe, con conseguente ricezione della terapia anti-CDI. Sono state analizzate le esposizioni a PPI e altre esposizioni come covariate tempo-dipendenti e utilizzato i modelli a rischi proporzionali di Cox per aggiustare per fattori demografici, comorbilità e altri fattori clinici.

RISULTATI Dei 18.134 pazienti che rientravano nei criteri di inclusione, 271 (1,5%) hanno sviluppato CDI in terapia intensiva. La somministrazione di antibiotici era il più forte fattore di rischio per la CDI (HR aggiustato [aHR] 2,79; IC 95% 1,50-5,19). Non c’era alcun aumento significativo del rischio di CDI associato ai PPI in coloro che non avevano assunto antibiotici (aHR 1,56; 0,72-3,35), mentre erano associati ad un ridotto rischio di CDI in coloro che avevano assunto antibiotici (aHR 0,64; 0,48-0,83). Non c’era anche alcuna evidenza di aumento del rischio di CDI in coloro che avevano assunto una più alta dose di PPI.

CONCLUSIONI L'esposizione agli antibiotici era il più importante fattore di rischio per l’insorgenza di infezione da Clostridium Difficile in terapia intensiva. I PPI non aumentavano il rischio di CDI in terapia intensiva, indipendentemente dall'uso di antibiotici.

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