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EFFICACIA DI KEVEPRAZAN, VONOPRAZAN E LANSOPRAZOLO NEL TRATTAMENTO DELLA MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO: UNA META-ANALISI NETWORK
THE EFFICACY OF KEVEPRAZAN, VONOPRAZAN, AND LANSOPRAZOLE FOR THE TREATMENT OF GASTROESOPHAGEAL REFLUX DISEASE: A NETWORK META-ANALYSIS
Han L
Curr Top Med Chem, pubblicato on line il 15 gennaio 2026
Questa meta-analisi network ha confrontato l’efficacia e la sicurezza di keveprazan, vonoprazan e lansoprazolo in pazienti con esofagite erosiva. I risultati indicano che vonoprazan a dosi maggiori è più efficace nel promuovere la guarigione dell’esofagite rispetto a lansoprazolo, con una riduzione dei biomarcatori gastrici e una bassa incidenza di eventi avversi, mentre l’efficacia è ridotta nei pazienti con malattia da reflusso grave.
RIASSUNTO
CONTESTO I nuovi bloccanti acidi competitivi del potassio (potassium-competitive acid blockers, P-CAB) sono riconosciuti come aventi efficacia acido-soppressiva maggiore rispetto agli inibitori di pompa protonica (proton pump inhibitors, PPI). Questo studio riassume in modo esaustivo le evidenze cliniche relative ai P-CAB nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (gastroesooeophageal reflux disease, GERD), con particolare attenzione all’esofagite erosiva (erosive oeophageal, EO).
METODI È stata condotta una meta-analisi network recuperando studi clinici randomizzati, controllati su P-CAB e PPI per la gestione dei pazienti con EO da PubMed, Embase e CENTRAL tra il 1° gennaio 1990 e il 19 novembre 2022. I partecipanti selezionati hanno ricevuto un trattamento orale con 20 mg di keveprazan (KPZ), 10-40 mg di vonoprazan (VPZ) o 30 mg di lansoprazolo (LPZ), una volta al giorno per 2-8 settimane. Sono state messe a confronto l’efficacia e la sicurezza di KPZ, VPZ e LPZ a differenti dosaggi e tempi di follow-up nei pazienti con EO.
RISULTATI Da 183 citazioni inizialmente identificate, sono stati inclusi 6 studi elegibili che comprendevano 2864 partecipanti. Evidenze solide hanno indicato che 20 mg di VPZ erano superiori a 30 mg di LPZ nel raggiungere la guarigione dell’EO al follow-up di 2 settimane. Inoltre, 40 mg di VPZ hanno dimostrato una maggiore efficacia rispetto a 5 mg di VPZ. I dati hanno mostrato che 20 mg di VPZ e 30 mg di LPZ sono stati entrambi meno efficaci nei pazienti con malattia da reflusso severa (classificazione Los Angeles C/D) rispetto a quelli con malattia lieve (A/B). In aggiunta, 20 mg di VPZ sono stati più efficaci di 30 mg di LPZ nel ridurre i livelli sierici di gastrina e pepsinogeno I dopo 4 settimane di intervento. In particolare, 20 mg di KPZ sono stati associati a una maggiore incidenza di eventi avversi emergenti dal trattamento (treatment-emergent adverse events, TEAE) rispetto a 40 mg di VPZ.
CONCLUSIONI Nei pazienti con EO, 20 mg di VPZ e 30 mg di LPZ hanno entrambi dimostrato un’efficacia relativamente inferiore nei sottotipi C/D rispetto ai sottotipi A/B. Inoltre, gli interventi di 8 settimane con 20 mg di VPZ oppure con 30 mg di LPZ hanno portato a un beneficio clinico significativamente maggiore rispetto ai regimi di 2 settimane. In particolare, 40 mg di VPZ sono stati associati con la più bassa incidenza di TEAE (Treatment-Emergent Adverse Events), nonché a TEAE che si sono verificati in almeno il 2% dei pazienti (TEAE≥2%).
