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DISFUNZIONI SESSUALI ASSOCIATE AGLI INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA: UN’ANALISI DEL VIGIBASE DELLA WHO
SEXUAL DYSFUNCTIONS ASSOCIATED WITH PROTON PUMP INHIBITORS: INSIGHTS FROM VIGIBASE, THE WORLD HEALTH ORGANIZATION PHARMACOVIGILANCE DATABASE
Crisafulli S, Ciccimarra F, Scapini F, et al.
Drug Safety 2026; 49:435–447
Lo studio ha analizzato i dati di farmacovigilanza della World Health Organization per valutare una possibile associazione tra inibitori della pompa protonica e disfunzioni sessuali. I risultati mostrano segnali di sicurezza, in particolare per omeprazolo (disfunzione erettile e riduzione della libido) ed esomeprazolo (discomfort genitale e carenza estrogenica). Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare e approfondire questi potenziali effetti avversi.
RIASSUNTO
CONTESTO Nel corso degli anni, diversi studi osservazionali e segnalazioni di casi hanno portato a ipotizzare una possibile associazione tra l’uso di inibitori della pompa protonica (proton pump inhibitors, PPI) e disfunzioni sessuali sia nei pazienti di sesso maschile che in quelli di sesso femminile.
OBIETTIVI È stata valutata la potenziale associazione tra l’uso di PPI e l’insorgenza di disfunzioni sessuali utilizzando VigiBase, il database internazionale di farmacovigilanza della World Health Organization.
METODI Utilizzando la Standardised MedDRA Query “Sexual dysfunction” sono state selezionate da VigiBase tutte le segnalazioni spontanee di eventi avversi (individual case safety reports, ICSR) relative a disfunzioni sessuali che riportavano anche l’uso di un PPI (ossia omeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, pantoprazolo ed esomeprazolo) come farmaco sospetto o interagente fino al 4 settembre 2024. È stata condotta un’analisi descrittiva delle segnalazioni selezionate. Eventuali nuovi segnali di sicurezza sono stati identificati mediante un’analisi di disproporzionalità (disproportionality analysis) e calcolati come reporting odds ratio (ROR) insieme agli intervalli di confidenza al 95% (IC 95%), aggiustati mediante correzione di Bonferroni per confronti multipli. Per tenere conto degli effetti dell’età sulle funzioni sessuali, è stata condotta un’analisi per sottogruppi limitando la popolazione in studio ai pazienti di età compresa tra 18 e 64 anni.
RISULTATI Durante il periodo di studio sono stati raccolti in VigiBase 420.598 ICSR che riportavano l’esposizione ad almeno un PPI. Di questi, ne sono stati selezionati 841 contenenti almeno un Preferred Term incluso nella Standardised MedDRA Query “Sexual dysfunction” e riportanti informazioni sul sesso. Complessivamente, è stata osservata una disproporzione nella segnalazione per omeprazolo in relazione alla disfunzione erettile (erectile dysfunction) (ROR aggiustato 1,76; IC 95% 1,54–2,01), mentre per esomeprazolo sono stati riscontrati due ROR aggiustati statisticamente significativi, ossia discomfort genitale (genital discomfort) (ROR 3,66; 1,34–10,04) e carenza estrogenica (oestrogen deficiency) (ROR 3,80; 1,03–13,99) nelle pazienti di sesso femminile. L’analisi per sottogruppi ha confermato una disproporzionalità disproporzionata statisticamente significativa nella segnalazione di disfunzione erettile per omeprazolo (ROR aggiustato 1,80; 1,49–2,16) e ha identificato nuovi potenziali segnali di sicurezza, tra cui riduzione della libido (libido decrease) associata a omeprazolo (ROR aggiustato 1,49; 1,05–2,12) e ipogonadismo (hypogonadism) associato a esomeprazolo (ROR aggiustato 5,22; 1,22–22,34) nei soggetti di sesso maschile, nonché discomfort genitale correlato a omeprazolo (ROR aggiustato 3,55; 1,13–11,09) nei soggetti di sesso femminile.
CONCLUSIONI I risultati di questo studio suggeriscono la presenza di segnali di sicurezza relativi a disfunzioni sessuali indotte dai PPI, quali disfunzione erettile, discomfort genitale e carenza estrogenica. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi osservazionali per validare e caratterizzare ulteriormente tali potenziali segnali di sicurezza.
