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SAFETY
29/04/2026

ASSOCIAZIONE TRA L’UTILIZZO DI INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA E IL RISCHIO DI MORTALITÀ IN PAZIENTI CON MALATTIA RENALE: UNA REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI

THE ASSOCIATION BETWEEN PROTON PUMP INHIBITOR USE AND THE RISK OF MORTALITY IN PATIENTS WITH KIDNEY DISEASE: A SYSTEMATIC REVIEW AND META-ANALYSIS
Park I, Song HJ, Seo HJ

Eur J Clin Pharmacol 2026; 82:91


Questa meta-analisi ha rilevato che l’uso di inibitori della pompa protonica è associato a un maggiore rischio di mortalità in pazienti con malattia renale e che questa associazione è rimasta coerente tra diversi sottogruppi, inclusi pazienti con malattia renale cronica, anziani, popolazioni europee e in studi con follow-up di maggiori durate. Questi risultati sottolineano la necessità di aumentare la consapevolezza riguardo il potenziale rischio di mortalità associato all’utilizzo di inibitori della pompa protonica e suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica debbano essere prescritti con cautela nei pazienti con funzione renale compromessa quando non c’è un chiaro e giustificato beneficio clinico.

 

RIASSUNTO

CONTESTO L’utilizzo di inibitori della pompa protonica (proton pump inhibitor, PPI) è stato associato a esiti avversi per la salute, tra cui un aumento del rischio di mortalità per qualunque causa. Le evidenze suggeriscono che individui con malattia renale che utilizzano PPI potrebbero andare incontro a mortalità più elevata, anche se la natura di questa associazione non è ben definita.

OBIETTIVO Valutare la relazione tra uso di PPI e mortalità tra pazienti con malattia renale attraverso una revisione sistematica e meta-analisi.

METODI È stata condotta una ricerca completa di Ovid-MEDLINE, Ovid-EMBASE e Cochrane CENTRAL nel corso di aprile 2025 per identificare studi clinici randomizzati controllati e studi osservazionali che esaminassero la mortalità tra utilizzatori di PPI rispetto a non utilizzatori con malattia renale. Sono stati estratti sia i tassi di mortalità non aggiustati, sia gli hazard ratio aggiustati (adjusted hazard ratios, aHR). Una meta-analisi a effetti casuali è stata eseguita usando il metodo Hartung-Knapp-Sidik-Jonkman, con lo stimatore Sidik-Jonkman per la varianza tra studi (τ2). L’eterogeneità degli studi è stata valutando usando la statistica I2 e il test di Q di Cochran. Le analisi dei sottogruppi sono state svolte sulla base della durata del follow-up, delle caratteristiche della popolazione, della regione geografica e del livello di rischio di bias.

RISULTATI La revisione ha incluso 24 studi osservazionali che comprendevano 216.032 individui con malattia renale. In 20 coorti da 17 studi osservazionali, la mortalità era 23,2% tra gli utilizzatori di PPI e 22,1% tra i non utilizzatori. Stime aggregate aggiustate da 18 studi (20 coorti) hanno indicato un aumento significativo del rischio di morte negli utilizzatori di PPI (aHR 1,26; IC 95%, 1,11-1,42). È stata osservata eterogeneità considerevole, ma l’analisi dei sottogruppi ha rivelato tendenze coerenti.

CONCLUSIONI Questa meta-analisi ha mostrato che l’uso di PPI è correlato a un elevato rischio di mortalità nelle popolazioni con malattia renale. Si raccomanda una valutazione attenta nella prescrizione di PPI, e ulteriori studi sono necessari.

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