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SAFETY
14/05/2015

CASE REPORT: CARDIOMIOPATIA DILATATIVA REVERSIBILE ASSOCIATA A TERAPIA CON ANFOTERICINA B

REVERSIBLE DILATED CARDIOMYOPATHY ASSOCIATED WITH AMPHOTERICIN B THERAPY
Soares JR, Nunes MC, Leite AF, et al.

J ClinPharmTher 2015; 40:333-5


RIASSUNTO

OBIETTIVO Amfotericina B (AmB) è comunemente usata per il trattamento di un ampio spettro di infezioni fungine e leishmaniosi. Il suo uso è limitato da numerosi effetti avversi. La cardiomiopatia dilatativa reversibile associata ad AmB è una malattia rara con solo quattro casi precedentemente riportati, e tutti riferiti a pazienti che presentavano un fattore predisponente per l'insufficienza cardiaca.

RIASSUNTO DEL CASO Un uomodi 45 anni precedentemente sano si è presentato nell’ospedale universitario lamentando perdita di peso e debolezza da 3 mesi. La sua storia medica era non rilevante. Non assumeva alcun farmaco. L'esame fisico ha rivelato pallore, epato-splenomegalia e una temperatura di 38,4°C. Gli esami di laboratorio indicavano pancitopenia, ipoalbuminemia e ipergammaglobulinemia. Gli è stata diagnosticata leishmaniosi viscerale ed è stato trattato con AMB-desossicolato 0,6 mg/kg/die per 18 giorni (dose cumulativa 900 mg). Fatta eccezione per il verificarsi di brividi durante le prime infusioni di AmB, nessun effetto indesiderato è stato osservato durante il trattamento. Due giorni prima del completamento della terapia, il paziente è stato sottoposto a un ecocardiogramma che non ha mostrato anomalie, e la frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS) era del 60%. E’ stato dimesso senza sintomi. Cinque giorni più tardi è stato riammesso con insufficienza cardiaca congestizia acuta. E’ stato trattato con captopril, furosemide, carvedilolo e spironolattone, con buona risposta. Un ecocardiogramma, effettuato 15 giorni dopo il primo esame, ha mostrato disfunzione ventricolare sinistra e destra, con FEVS del 24%. Una risonanza magnetica cardiaca ha rivelato un aumento delle dimensioni di entrambi i ventricoli e ipocinesia diffusa con grave disfunzione sistolica. Un nuovo ecocardiogramma, eseguito 30 giorni dopo il precedente, ha rivelato LVEF del 58% e riduzione delle dimensioni dei ventricoli. I farmaci usati per trattare l'insufficienza cardiaca sono stati progressivamente ridotti fino alla loro sospensione completa in circa 2 settimane, senza ricomparsa dei sintomi.
La mancanza di una biopsia miocardica non ha permesso una conclusione inequivocabile circa la causa della disfunzione cardiaca nel paziente. Tuttavia, la relazione temporale con l'uso di AmB e l'evoluzione dei risultati clinici e di laboratorio suggeriscono che la diagnosi più probabile sia cardiomiopatia tossica causata da AmB. Altre cause di insufficienza cardiaca sono state escluse sulla base dei dati clinici e di test complementari. Come con casi precedentemente riportati, la funzione cardiaca del paziente è tornata alla normalità poco dopo.

CONCLUSIONE E’ stato descritto il primo caso di cardiomiopatia dilatativa associata alla somministrazione di AmB in un paziente senza alcun fattore noto predisponente per lo sviluppo di disfunzione cardiaca. I dati disponibili suggeriscono che AmB può indurre cardiotossicità.

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