SEFAPnews
30/04/2021

EFFETTO DEL TRATTAMENTO CONTINUATIVO CON SEMAGLUTIDE PER VIA SOTTOCUTANEA CON FREQUENZA SETTIMANALE VS PLACEBO SUL MANTENIMENTO DELLA PERDITA DI PESO IN SOGGETTI ADULTI IN SOVRAPPESO O AFFETTI DA OBESITA’: LO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO STEP 4

JAMA 2021, pubblicato on line il 23 marzo 2021

In questo studio clinico multicentrico, randomizzato, gli adulti con obesità/sovrappeso che hanno continuato il trattamento sottocutaneo con 2,4 mg di semaglutide una volta alla settimana hanno avuto una perdita di peso  persistente rispetto ai partecipanti allo studio che sono passati a placebo, che sono aumentati di peso. La terapia continuativa con semaglutide ha anche prodotto risultati significativamente migliori per circonferenza vita, profilo lipidico, pressione sanguigna sistolica e score di funzionamento fisico, rispetto a placebo. Questi risultati sottolineano la cronicità dell'obesità e la necessità di trattamenti in grado di massimizzare e mantenere la perdita di peso.


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30/04/2021

EFFETTO DELL’INTEGRAZIONE DI ACIDI GRASSI MARINI OMEGA-3 E DI VITAMINA D SULLA FIBRILLAZIONE ATRIALE INCIDENTE: UNO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO

JAMA 2021; 325:1061-1073

In questo studio su larga scala, di prevenzione primaria per fibrillazione atriale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, l’integrazione con 840 mg/die di acidi grassi marini omega-3 (EPA-DHA; in rapporto 1,2:1) e/o 2000 UI/die di vitamina D3 non hanno ridotto o aumentato in modo significativo l'endpoint primario di fibrillazione atriale incidente rispetto al placebo, per una durata mediana del trattamento di 5,3 anni. Nel complesso, questi risultati non supportano l'uso supplementare di EPA-DHA o vitamina D3 per la prevenzione primaria di fibrillazione atriale e forniscono rassicurazioni sulla mancanza di un rischio maggiore di incidenza di fibrillazione atriale associata a questi integratori comunemente usati a queste dosi.


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30/04/2021

ASSOCIAZIONE TRA INIBITORI DI SGLT2 ED EVENTI CARDIOVASCOLARI E RENALI NEI PAZIENTI AFFETTI DA DIABETE DI TIPO 2: UNA METANALISI

JAMA Cardiol 2021; 6:148-158

Il presente studio rinforza la crescente evidenza che esiste, in generale, un’associazione favorevole tra gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (glifozine) e gli outcome cardiovascolari e renali nei pazienti con diabete di tipo 2; inoltre, lo studio consente di approfondire le differenze tra gli outcome in relazione alle diverse molecole della stessa classe. In particolare, empagliflozin è associato ad una riduzione del rischio di morte cardiovascolare; canagliflozin è associato ad una riduzione del rischio di eventi avversi cardiovascolari gravi e della incidenza e progressione della malattia renale; infine, dapaglifozin è associato ad una riduzione del rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.


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L’INTEGRAZIONE DI VITAMINA D NELLA POPOLAZIONE ADULTA PIÙ ANZIANA IN GERMANIA POTREBBE PREVENIRE QUASI 30.000 MORTI DI CANCRO ALL'ANNO E PRODURRE UN RISPARMIO IN TERMINI DI COSTI

Mol Oncol, pubblicato on line il 4 febbraio 2021

In questo studio sono stati stimati i costi potenziali, i risparmi nella cura terminale di cancro e le morti per cancro prevenute in seguito all’integrazione giornaliera di vitamina D in una popolazione tedesca di età pari o superiore ai 50 anni. Lo scenario principale implicava la prevenzione di circa 29.000 decessi per cancro e di 322.000 anni di vita persi, per un totale di costi di 900 milioni di euro e di risparmi pari a 1154 milioni di euro, con un risparmio netto di 254 milioni di euro all'anno. La maggior parte delle analisi di sensibilità suggerisce anche che l’integrazione di vitamina D consente di risparmiare sui costi. Nello scenario più pessimistico (solo il 4% di riduzione della mortalità per cancro), i costi per salvare un anno di vita (rapporto costo-efficacia) erano inferiori a € 6000.


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RINFORZARE L'ADERENZA ALLA TERAPIA IPOLIPEMIZZANTE DOPO SINDROME CORONARICA ACUTA: UNO STUDIO PRAGMATICO RANDOMIZZATO CONTROLLATO

Atherosclerosis 2021, 323:37-43

Nei pazienti dimessi dall'ospedale dopo una sindrome coronarica acuta, un intervento motivazionale-educativo, rispetto alla cura standard, ha portato a una migliore aderenza alla terapia ipolipemizzante a un anno. Contemporaneamente, tuttavia, non è stato osservato alcun miglioramento nel tasso di raggiungimento dei target terapeutici del colesterolo LDL o nei risultati clinici. Sono necessari studi più ampi e più lunghi per investigare se una migliore aderenza si traduca in beneficio clinico.


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INTERVENTI BASATI SULL’USO DEL CELLULARE PER MIGLIORARE L’ADERENZA ALLE TERAPIE PRESCRITTE PER LA PREVENZIONE PRIMARIA DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NEGLI ADULTI

Review Cochrane Database Syst Rev 2021; 3:CD012675

Questo studio fornisce risposte relativamente poco certe sull’utilizzo del telefono cellulare come veicolo di interventi volti al miglioramento dell’aderenza ai medicinali prescritti per la prevenzione primaria di malattie cardiovascolari. Riguardo all’effetto di tali interventi sul colesterolo LDL, l’evidenza era di bassa certezza. Similmente, anche le evidenze relative all’effetto dell’uso del telefonino sulla pressione sanguigna erano di bassa certezza. Ci sono evidenze di moderata certezza che questo tipo di intervento non provochi danni. Sono necessari ulteriori studi per valutare l’utilità dell’utilizzo del cellulare per migliorare l’aderenza alle terapie.


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NOTA 96 – MONITORAGGIO ANDAMENTO DEI CONSUMI DELLA NOTA RELATIVA ALLA VITAMINA D

Fonte: AIFA. 13 aprile 2021


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26/03/2021

INIBITORI DI POMPA PROTONICA E RISCHIO DI MORTALITÀ CAUSA-SPECIFICA E PER TUTTE LE CAUSE: UNO STUDIO DI COORTE

Br J Clin Pharmacol, pubblicato on line il 4 gennaio 2021

In questo studio di coorte sono state trovate associazioni tra la prescrizione di inibitori di pompa protonica e la mortalità causa-specifica e per tutte le cause. Tuttavia, i risultati hanno anche indicato chiaramente che esistono importanti differenze tra gli utilizzatori di inibitori di pompa protonica e i gruppi di confronto relativamente ad alcune caratteristiche predittive di morte. Al fine di trarre conclusioni causali da questi risultati, occorre prima decidere se queste differenze siano state pienamente rilevate dalle covariate misurate.


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26/03/2021

ASSOCIAZIONE TRA L’USO DI MACROLIDI IN GRAVIDANZA E IL RISCHIO DI GRAVI DIFETTI ALLA NASCITA: UNO STUDIO DI COORTE NAZIONALE BASATO SUI REGISTRI

BMJ 2021; 372:n107

In questo studio di coorte a livello nazionale, è stato osservato che l’uso di macrolidi durante la gravidanza non era associato ad un aumento del rischio di gravi difetti alla nascita. Inoltre, non sono emerse evidenze di un aumento del rischio in nessuno dei sottogruppi organo-specifici dei difetti alla nascita valutati, compresi i difetti al cuore.


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26/03/2021

REVISIONE SISTEMICA E METANALISI SUL RISCHIO DI DIFETTI CARDIACI CONGENITI ASSOCIATO A CLASSI DI ANTIDEPRESSIVI E SINGOLI ANTIDEPRESSIVI

Drug Saf 2021; 44:291-312

Questa metanalisi di 20 studi provenienti da 14 paesi, comprendente 5.337.223 gravidanze che coprono 23 anni, mostra che l’uso di un qualsiasi antidepressivo durante il primo trimestre di gravidanza aumenta il rischio di difetti cardiaci congeniti di circa 1,3 volte rispetto al non utilizzo di antidepressivi durante la gravidanza. Questo rischio varia tra le classi di antidepressivi e tra i singoli antidepressivi ed è quindi un fattore che dovrebbe essere considerato quando si prendono decisioni cliniche riguardo l’esposizione a tali farmaci in gravidanza.


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COMITATO EDITORIALE
Elena Tragni (responsabile scientifico)
Manuela Casula (responsabile editoriale)
Elena Loggia (segreteria editoriale)
Ornella Colpani
Federica Galimberti
Marta Gazzotti
Elena Olmastroni
Luca Pacenti
Ginevra Totolo
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