SEFAPnews
11/09/2018

SULFONILUREE COME TERAPIA DI SECONDA LINEA NEL DIABETE DI TIPO 2 E RISCHIO DI EVENTI CARDIOVASCOLARI E DI IPOGLICEMIE

BMJ 2018; 362:k2693

Secondo questo studio, i pazienti diabetici che avevano assunto sulfaniluree come terapia di seconda linea mostravano un aumento del rischio di infarto miocardico, di mortalità per tutte le cause e di ipoglicemia grave rispetto a quelli rimasti in monoterapia con metformina, anche con un controllo glicemico subottimale. Le associazioni con infarto miocardico e mortalità erano maggiori con il passaggio da metformina a sulfaniluree, rispetto all'aggiunta di sulfaniluree a metformina.


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11/09/2018

RISCHIO DI TROMBOEMBOLISMO IN DONNE IN MENOPAUSA TRATTATE CON TERAPIA ORMONALE ORALE O NON ORALE: REVISIONE SISTEMATICA E METANALISI

Thromb Res 2018; 168:83-95

La presente revisione sistematica e metanalisi di 22 studi ha rilevato un aumento del rischio di tromboembolia venosa associata alla terapia ormonale, specialmente se combinata con progestinico. Al contrario, le pazienti in trattamento ormonale per via transdermica avevano un rischio simile di eventi tromboembolici venosi rispetto allei non utilizzatrici.


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11/09/2018

AUMENTO DELLA MORTALITÀ PER TUTTE LE CAUSE ASSOCIATE ALL’USO DI DOMPERIDONE IN PAZIENTI CON PARKINSON

Br J Clin Pharmacol, pubblicato on line il 5 luglio 2018

I risultati di questo studio hanno evidenziato un rischio doppio di mortalità per tutte le cause tra i pazienti con Parkinson in terapia con domperidone, rispetto ai pazienti senza Parkinson che non sono mai stati esposti a domperidone. Inoltre, un aumento simile nella mortalità per tutte le cause è stato osservato tra i pazienti con e senza Parkinson in cura con domperidone.


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11/09/2018

RISCHI E BENEFICI DEGLI ANTICOAGULANTI ORALI DIRETTI RISPETTO A WARFARIN NELLA REAL-LIFE

BMJ 2018; 362:k2505

In una recente analisi retrospettiva, apixaban è stato associato a rischio ridotto di eventi emorragici maggiori rispetto a warfarin sia nei pazienti con fibrillazione atriale che in quelli in trattamento con anticoagulanti prescritti per altre cause. Rivaroxaban è stato associato a una diminuzione del rischio di sanguinamento intracranico rispetto a warfarin in pazienti senza fibrillazione, così come dabigatran. Un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause è stato osservato sia con rivaroxaban sia con apixaban a basse dosi.


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11/09/2018

USO DI FARMACI IPOLIPEMIZZANTI E RISCHIO DI CATARATTA

Clin Pharmacol Ther, pubblicato on line il 10 luglio 2018

Questo ampio studio è stato disegnato per stimare l'effetto dei farmaci ipolipemizzanti sul rischio di sviluppo di cataratta in una popolazione generale di soggetti con almeno 45 anni di età. Rispetto al non uso, l'esposizione a fibrati era associata ad un aumentato rischio di intervento chirurgico di cataratta, con un rischio crescente all’aumentare della dose cumulata ricevuta. L'esposizione a statine, invece, non era associata ad un aumentato rischio di sviluppo di cataratta, indipendentemente dalla dose o dalla durata del trattamento.


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EMA: COMUNICAZIONE EMA SU MEDICINALI CONTENENTI IL PRINCIPIO ATTIVO VALSARTAN

Fonte: AIFA. 17 luglio 2018


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AIFA: CONTRACCETTIVI ORMONALI COMBINATI (COC), INFORMAZIONI CORRETTE PER UN USO CONSAPEVOLE

Fonte: AIFA. 26 giugno 2018


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18/07/2018

EFFETTI DELLE STATINE SULLE PLACCHE ATEROSCLEROTICHE CORONARICHE

JACC Cardiovasc Imaging, pubblicato on line l’8 giugno 2018

In questo studio si è cercato di descrivere l'impatto delle statine sulle placche aterosclerotiche coronariche. Si è ottenuto che le statine rallentano il ritmo di progressione della stenosi coronarica, non tanto impedendo che la gravità della lesione progredisca nel tempo, ma piuttosto ostacolando una maggiore progressione del volume complessivo dell'aterosclerosi e aumentando la calcificazione della placca, quindi stabilizzando l'ateroma.


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18/07/2018

EVENTI CARDIOVASCOLARI ASSOCIATI AGLI INIBITORI SGLT-2 RISPETTO AD ALTRI FARMACI IPOGLICEMIZZANTI

J Am Coll Cardiol 2018; 71:2628-2639

In questo studio internazionale che comprende fonti di dati provenienti dalla pratica clinica di 6 paesi in 3 regioni del mondo, con oltre 400.000 pazienti e 490.000 anni-paziente di follow-up, si è dimostrato che l'inizio di terapia con inibitori SGLT-2, rispetto ad altri farmaci ipoglicemizzanti, è associato ad un rischio significativamente più basso di malattia coronarica, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio e ictus.


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LINEE GUIDA PER L'IPERTENSIONE 2017 E 2014 ED EVENTI CARDIOVASCOLARI E MORTI NEGLI ADULTI IN USA

JAMA Cardiol, pubblicato on line il 23 maggio 2018

Se la piena attuazione delle linee guida americane del 2017 per la gestione dell’ipertensione fosse raggiunta, si stima che circa 610.000 eventi cardiovascolari e 334.000 morti totali sarebbero evitati ogni anno tra coloro che hanno 40 anni o più, contro 270.000 e 170.000, rispettivamente, secondo le linee guida 2014. Pertanto, l'implementazione potrebbe potenzialmente prevenire 340.000 eventi cardiovascolari e 156.000 morti ogni anno.


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COMITATO EDITORIALE
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