SEFAPnews
11/03/2019

FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI E RISCHIO DI PRIMA OSPEDALIZZAZIONE PER INSUFFICIENZA CARDIACA

Drug Saf 2019 ;2:67-75

In questo studio case-crossover è stato riscontrato che sia i FANS non selettivi che gli inibitori della COX-2 erano associati a un rischio aumentato di insufficienza cardiaca anche in pazienti senza questo tipo di storia clinica. Ketorolac era associato al più alto rischio di insufficienza cardiaca tra tutti i FANS studiati.


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11/03/2019

INIBITORI DI POMPA PROTONICA E RISCHIO DI INSUFFICIENZA RENALE ACUTA E CRONICA

Pharmacotherapy, pubblicato on line il 18 febbraio 2019

In questo studio longitudinale retrospettivo di coorte su oltre 190.000 pazienti, l'uso degli inibitori di pompa protonica al basale era associato ad un rischio maggiore del 20% di malattia renale cronica incidente, anche dopo aggiustamento per dati demografici, comorbilità e utilizzo di farmaci concomitanti. Tra gli utilizzatori di questi farmaci è inoltre stato osservato un rischio quattro volte maggiore di danno renale acuto.


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USO DI ANTIBIOTICI PER L'INFEZIONE DEL TRATTO URINARIO IN PAZIENTI ANZIANI E ASSOCIAZIONE CON INFEZIONI DEL CIRCOLO EMATICO E MORTALITÀ PER TUTTE LE CAUSE

BMJ 2019;364:l525

I risultati di questo ampio studio di coorte su base di popolazione suggeriscono un aumento significativo del rischio di infezione del circolo ematico e di mortalità per tutte le cause, oltre a un aumento dei tassi di ricovero, associati ad un uso tardivo o al non uso di antibiotici rispetto all’immediata somministrazione in pazienti anziani con una diagnosi di infezione del tratto urinario.


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AIFA: NOTA INFORMATIVA IMPORTANTE SUL RISCHIO DI GANGRENA DI FOURNIER ASSOCIATO ALL’USO DI INIBITORI DEL SGLT2

Fonte: AIFA. 21 gennaio 2019


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18/02/2019

EFFICACIA E SICUREZZA DI FARMACI IPOLIPEMIZZANTI IN PAZIENTI CON IPERCOLESTEROLEMIA: NETWORK METANALISI

Medicine (Baltimore) 2019; 98:e14400

Nella presente metanalisi si sono valutate efficacia e sicurezza di alcune classi di farmaci ipolipemizzanti (inibitori di PCSK9, statine ed ezetimibe) in pazienti con ipercolesterolemia. Si è osservato che la classe di farmaci ipolipemizzanti più efficace era rappresentata dagli inibitori di PCSK9, i quali mostravano una riduzione del rischio cardiovascolare comparabile alle statine ma senza presentare gli eventi avversi correlati alla terapia con statine.


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18/02/2019

INIBITORI DI SGLT2 NELLA PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA DI OUTCOME CARDIOVASCOLARI E RENALI IN PAZIENTI CON DIABETE MELLITO DI TIPO 2: REVISIONE SISTEMATICA E METANALISI

Lancet 2019; 393:31-39

La presente metanalisi degli studi sull'esito cardiovascolare per gli inibitori SGLT2 mostrano come questi farmaci hanno il loro effetto maggiore e più consistente sulla riduzione del rischio relativo di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca (31%) e di progressione della malattia renale (45%). Il loro effetto sull'esito aterosclerotico composito di infarto miocardico, ictus o morte cardiovascolare era più modesto ma ancora significativo, con una riduzione dell'11% del rischio relativo.


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18/02/2019

EFFICACIA E SICUREZZA DELLA TERAPIA CON STATINE NEI PAZIENTI ANZIANI

Lancet 2019; 93:407-41

In questa metanalisi dei dati di 28 studi su oltre 180.000 pazienti trattati con statine, sono state rilevate riduzioni proporzionali del rischio leggermente più piccole nei principali eventi vascolari e morti vascolari con l'aumentare dell'età.


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18/02/2019

ASSOCIAZIONE TRA USO DI ASPIRINA NELLA PREVENZIONE PRIMARIA CON EVENTI CARDIOVASCOLARI E SANGUINAMENTI: REVISIONE SISTEMATICA E METANALISI

JAMA 2019; 321:277-287

Nella presente metanalisi di 13 studi che hanno arruolato 164.225 partecipanti senza malattia cardiovascolare, l'uso di aspirina era associato a ridotta incidenza dell’outcome cardiovascolare composito, che comprendeva mortalità cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale. Tuttavia, l'uso di aspirina era associato ad un rischio aumentato di sanguinamento maggiore, sanguinamento intracranico e sanguinamento gastrointestinale maggiore, con stime comparabili di rischio assoluto.


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18/02/2019

IMPATTO DELL’INIZIO PRECOCE DELLA TERAPIA CON ANTIPERTENSIVI IN PAZIENTI CON IPERTENSIONE O CON PRESSIONE ELEVATA

J Hypertens, pubblicato on line il 7 gennaio 2019

In questa analisi di coorte retrospettiva, la terapia antipertensiva avviata prima di sviluppare un evento cardiovascolare ha mostrato di ridurre significativamente il rischio di infarto miocardico acuto, ictus e morte in pazienti ad alto rischio. Inoltre, e' stato trovato che il trattamento antipertensivo era associato a una significativa riduzione dei costi sanitari.


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18/02/2019

BILANCIO RISCHIO-BENEFICIO DELL’UTILIZZO DI STATINE IN PREVENZIONE PRIMARIA

Ann Intern Med 2019; 170:1-10

Questo è il primo studio a valutare, con un approccio modellistico, il bilancio rischio-beneficio di statine utilizzate per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, ed è il primo ad aver determinato delle soglie di rischio a 10 anni oltre le quali i benefici superano i danni. È emerso che le statine sono in grado di fornire benefici netti a soglie di rischio sostanzialmente più elevate delle soglie fissate al 7,5% e al 10% a cui si riferisce la maggior parte delle linee guida.


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COMITATO EDITORIALE
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Elena Loggia (segreteria editoriale)
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Mezio Taddeo Boccalari
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